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Vegetazione |
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Il bosco occupa circa la metà del territorio che circonda Radda (il 51,3%). La vegetazione dominante è il querceto misto, cioè il bosco di latifoglie deciduo dove la specie arborea più diffusa è la quercia comune o roverella (Quercus pubescens) che raggiunge un’altezza di 25 metri. Seguono, per importanza e diffusione, il cerro (Quercus cerris), pianta dalla corteccia dura e rugosa, alta 15-20 metri con foglie oblunghe, frutto, ghianda, e legno elastico usato per la costruzione delle botti, di ruote e per ricavarne carbone; il carpino nero (Ostrya carpinifolia), con un tronco dalla corteccia liscia e grigia, resistente agli incendi e dotato di rapida velocità di accrescimento, presente in terreni di natura calcarea. Infine, tra gli arbusti, il sorbo (Sorbus domestica), ricercato per la durezza del suo legno. |
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Nel ricco sottobosco, si trovano gli arbusti come il ginepro comune (juniperus communis), dalle cui foglie e frutti si estraggono oli aromatici, il biancospino (Crataegus monogyna), diffuso nelle macchie e ai margini del bosco, il prugnolo o pruno selvatico (Prunus spinosa), dai frutti aspri e commestibili, il sanguinello (Cornus Sanguinea), caratterizzato da rami color rosso porpora con fiori bianchi e frutti tondeggianti neri, commestibili. Non mancano il rovo (Rubus fruticosus) e l’erica da scope (Erica scoparla).
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Ad altitudini maggiori si notano anche altre specie arboree come il nocciolo (Corylus avellana), coltivato per i suoi frutti, il carpino bianco, dal legno duro e compatto impiegato nella costruzione di attrezzi agricoli e di ruote e infine la ginestra comune.
Nei prati crescono piante erbacee e viscose come la primula e il ranuncolo. Sulle pendici collinari, nel mese di maggio, fiorisce il giaggiolo che trova qui il suo habitat naturale per la sua capacità di adattamento a terreni poveri, di scarso spessore e in declivio.
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Una tradizione secolare ha favorito il rimboschimento di conifere di origine esotica come l’abete bianco, introdotto dai monaci della vicina Badia a Coltibuono (Comune di Gaiole in Chianti) e il pino domestico, il cui legno un tempo serviva alla produzione di carbone, di fasciname e di legna da ardere. Sui terreni silicei, oltre i 500 metri di altitudine, domina anche il castagneto, cioè il bosco di castagno, un tempo ancora più diffuso.
Nei boschi misti è presente anche l’acero campestre, usato in Chianti quale sostegno per le viti al posto dell’olmo, e il brugo da cui deriva il nome brughiera, quella zona che fornisce cibo ad una gran quantità di animali selvatici.
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