Ufficio anagrafe

ANAGRAFE

L’Anagrafe della popolazione residente ha la funzione di registrare nominativamente gli abitanti residenti nel Comune, sia come singoli che come componenti di una famiglia o di una convivenza, nonché le successive variazioni che si verificano nella popolazione stessa.  L’Anagrafe è la risultante dell’adempimento degli obblighi anagrafici degli uffici comunali e dell’adempimento degli obblighi dei singoli cittadini ed in ogni momento deve rispecchiare la reale situazione di fatto.

L’attività anagrafica costituisce la base di numerosi altri servizi pubblici, quali quello elettorale, scolastico, tributario, di leva, assistenziale, che attingono alla fonte anagrafica per le notizie necessarie.

 

RESIDENZA

Per persone residenti s’intendono quelle aventi la dimora abituale nel Comune.

L’art. 43, c.2 del Codice Civile definisce la residenza come il luogo in cui la persona ha stabilito la propria dimora abituale (cioè dove vive “effettivamente”). Si tratta di una situazione di fatto alla quale devono corrispondere le registrazioni anagrafiche.

 

FAMIGLIA ANAGRAFICA

Agli effetti anagrafici, per famiglia si intende l’insieme di persone coabitanti, legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi. Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.

 

CONVIVENZA ANAGRAFICA

Agli effetti anagrafici, per convivenza s’intende un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso Comune. Le persone addette alla convivenza per ragioni di impiego o di lavoro, se vi convivono abitualmente, sono considerati membri della convivenza, purché non costituiscano famiglie a sé stanti. Le persone ospitate anche abitualmente in alberghi, locande, pensioni e simili non costituiscono convivenza anagrafica.

Ai fini delle dichiarazioni anagrafiche, la convivenza ha un suo responsabile da individuare nella persona che normalmente dirige la convivenza stessa.

 

LE DICHIARAZIONI ANAGRAFICHE

Le dichiarazioni prescritte dalla legge e dal regolamento anagrafico hanno carattere d’obbligo che sorge in relazione al solo fatto di avere la dimora abituale in un dato Comune e indirizzo.

Ciascun componente della famiglia anagrafica deve rendere all’Ufficiale d’Anagrafe, per sé e per le persone sulle quali esercita la potestà o la tutela, le dichiarazioni anagrafiche concernenti il trasferimento di residenza da altro comune o dall’estero, la costituzione di nuova famiglia ovvero i mutamenti intervenuti nella composizione della stessa e il cambiamento dell’abitazione, nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti.

Le persone che rendono le dichiarazioni anagrafiche debbono comprovare la propria identità mediante l’esibizione di un documento di riconoscimento. Chi trasferisce la residenza dall’estero deve comprovare la propria identità mediante l’esibizione del passaporto o di altro documento equipollente.

Gli effetti giuridici della  dichiarazione anagrafica decorrono dalla data della dichiarazione fatta all'ufficio anagrafe.

 

IL TRASFERIMENTO DI RESIDENZA

Nel caso di trasferimento di residenza da altro Comune o dall’estero all’interno di altra famiglia già residente, è necessario che il dichiarante ne dia preventiva informazione all’intestatario della scheda di famiglia.

In caso di trasferimento presso una convivenza (es. casa di riposo), la comunicazione all’ufficio anagrafe deve essere effettuata dal responsabile della convivenza stessa.

Non devono effettuare il  trasferimento di residenza:

  • i militari di leva, nonché i pubblici dipendenti e militari di carriera distaccati presso scuole per frequentare corsi di avanzamento o di perfezionamento;
  • i ricoverati in istituti di cura, di qualsiasi natura, purché  la permanenza nel Comune non superi i due anni;
  • i detenuti in attesa di giudizio.

 

DOMICILIO

L’art.43, c.1 del Codice Civile definisce il domicilio di una persona il luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Questi vengono intesi come le attività economiche, produttive, patrimoniali e finanziarie che attengono alla persona. Il domicilio, pertanto, non può avere una propria registrazione amministrativa specifica.

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